Perché il metano è dannoso per l’ambiente e cosa possiamo fare per combatterlo.


Parlando di qualità dell’aria, spesso ci si concentra sui danni causati dal diossido di carbonio (CO2) e, di conseguenza, su come limitare le emissioni dei veicoli. Il metano (CH4) è però altrettanto dannoso per l’ambiente, ed in certi casi può avere effetti ben peggiori.

Analizziamo ora in che modo e perché il metano è così terribile per l’ambiente ed il clima e come combattere le emissioni di metano.


Innanzitutto, cos’è il metano?


Per riuscire a capire come e quanto il metano risulti dannoso per l’ambiente, dobbiamo prima capire di cosa si tratti e come esso venga generato.


Il metano è un gas presente in abbondanza in natura, privo di colore ed odore. Si origina tramite la digestione anaerobica, ad opera dei batteri, di sostanze vegetali sott’acqua, tipicamente nelle zone umide, senza dimenticare la sua presenza nei vulcani, nelle sorgenti oceaniche e, di nuovo, come risultato del processo digestivo delle termiti.


Passando poi alle cause antropogeniche, ossia quelle ad opera dell’uomo, tra le principali possiamo annoverare la produzione e combustione di carbone e dei gas naturali e gli allevamenti (una mucca può rilasciare nell’atmosfera fino a 500 litri di metano al giorno), oltre alla cattiva gestione dei rifiuti e alla combustione di biomasse.


Non sempre la produzione di qualcosa in grande quantità è sinonimo di dannoso per l’ambiente, in questo caso però vale questa equivalenza perché il metano è un “gas serra”.




Cosa significa gas serra?


I gas serra “intrappolano” il calore nell’atmosfera e perciò riscaldano il pianeta. Quando i raggi solari irradiano la terra, un po’ di quell’energia riesce a ritornare nello spazio mentre la restante è bloccata dai gas serra, creando pertanto il celebre “effetto serra”. In realtà, senza questi gas serra la temperatura della Terra sarebbe circa -18°C, quindi, nella giusta quantità, producono un effetto benefico. Il problema si verifica quando sono presenti troppi gas serra nell’atmosfera; la Terra diventa sempre più calda causando cambiamenti climatici e di conseguenza lo scioglimento dei ghiacci, cambiamenti ambientali e l’alterazione del regolare susseguirsi delle stagioni.


I gas serra si disperdono nel tempo tramite vari processi, a seconda delle differenti proprietà chimiche. Sono proprio queste proprietà chimiche a determinare l’impatto di un determinato gas serra sul cambiamento climatico.


Gli effetti del metano sul riscaldamento globale


Il livello di influenza dei gas serra sul riscaldamento globale può essere analizzato in tre aree:


  • quanto effettivamente il gas è presente nell’atmosfera, ovvero la sua concentrazione; 1 ppm (part per milion) significa che è presente una molecola di gas per ogni milione di molecole di aria,

  • quanto a lungo il gas rimane nell’atmosfera,

  • l’efficacia del gas nell’intrappolare calore (misurata come “Global Warming Potential” o GWP).



Il GWP esprime quindi la misura in cui una tonnellata di gas assorbe energia in un determinato periodo di tempo (solitamente 100 anni) in relazione alle emissioni di una tonnellata di CO2, il cui potenziale di riferimento è quindi 1.


Essendo un inquinante, il metano ha una vita relativamente corta, rimanendo nell’atmosfera circa 12 anni. Il diossido di carbonio, che come abbiamo detto è il più conosciuto e il più studiato tra i gas serra, può rimanere nell’atmosfera tra i 300 e i 100 anni. Ma questi dati non raccontano tutta la storia. Il metano è molto più efficiente del diossido di carbonio nel catturare le radiazioni. A parità di massa, in 20 anni, il metano ha un impatto sul cambiamento climatico 86 volte superiore della CO2; e in 100 anni, è comunque 28 volte superiore. Per questo è importante combattere le emissioni di metano.


Ridurre le emissioni di metano può frenare il cambiamento climatico


Nel 2019 le emissioni di metano nell’atmosfera hanno raggiunto livelli record, arrivando ad essere 2,5 volte superiori rispetto all’era pre-industriale. E visto che la sua permanenza nell’atmosfera è così corta rispetto a quella della CO2, ridurre le emissioni di metano è forse la via migliore per combattere il cambiamento climatico.


Nel Global Methane Assessment realizzato dal UN Environment Programme e da Climate & Clean Air Coalition (CCAC), è stato stimato che il 45% del metano emesso da attività umane può essere eliminato nei prossimi 10 anni, con una conseguente riduzione della temperatura globale di 0.3°C entro il 2045. Un ottimo risultato in ottica del raggiungimento dell’obiettivo dell’accordo di Parigi di limitare l’innalzamento della temperatura a 1.5°C.


Come combattere le emissioni di metano


Il metano è solo uno dei gas serra che devono essere tenuti sotto controllo per contrastare il cambiamento climatico e il riscaldamento globale. Il report tenuto da CCAC e UN Environment Programme ha notato come le emissioni di metano possano essere ricondotte essenzialmente a tre aree di attività:


  • Combustibili fossili

  • Gestione dei rifiuti

  • Agricoltura


Ridurre le emissioni di metano in queste aree è sicuramente un modo per ridurre il riscaldamento globale.


Anche iniziative relativamente semplici, come riparare le fughe di metano, riducendo così il rilascio di metano nell’aria, possono dare un contributo.


Infine, biotecnologie come Pure Air Zone, hanno un impatto significativo sull’abbattimento di questa sostanza.

Abbiamo sfruttato uno speciale principio biofisico per attrarre tutte le particelle dannose che, altrimenti, non avrebbero risposto a gravità o ventilazione. Una volta che i contaminanti, incluso il metano, sono attratti dal nostro reattore, si attiva un processo chiamato ossidazione del metano, un processo metabolico microbiale ad opera di specifici gruppi di batteri. Grazie alla naturale biossidazione, i contaminanti e i composti vengono digeriti e trasformati in acqua, in minima quantità in diossido di carbonio (come risultato della respirazione cellulare), e se presenti, in elementi di base.


Chiaramente, non è solo il metano ad avere effetti devastanti sul pianeta. L’approccio alla qualità dell’aria deve essere olistico. In questo white paper affrontiamo la tematica in modo più esaustivo. Scaricalo gratuitamente.















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